Lettere in redazione Pozzallo 09/08/2016 11:56 Notizia letta: 1586 volte

Pozzallo, vogliamo un nuovo circolo PD

Riceviamo e pubblichiamo
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Pozzallo - In merito alla decisione della direzione provinciale del Partito Democratico di respingere l’istanza di apertura di un nuovo circolo del Pd a Pozzallo e di revocare il secondo a Vittoria, senza che questi punti fossero stati inseriti dell'ordine del giorno, riteniamo che si tratti, ancora una volta, del tentativo di gestire in modo autoritario il partito, senza avere alla base un minimo di legittimazione. Ci sembra evidente che l’attuale assetto direttivo, che nasceva su presupposti che non esistono più, continui a voler esercitare una sorta di potere, fondato sulla chiusura, sulla esclusione e sulla prevaricazione, che non ha più motivo di esistere. Come può il segretario provinciale Denaro, il cui peso politico si è ridotto a una cinquantina di voti nella propria città, dove il Pd ha perso sonoramente pur avendo governato per dieci anni, pretendere di dettare regole e tempi nell’attività politica di iscritti che, da anni ormai, fanno politica attiva nel territorio e di chi ha deciso di avvicinarsi al partito? Dopo aver consegnato al centrodestra la città di Vittoria, storicamente roccaforte della sinistra e del centrosinistra, con quale faccia e forte di quale successo politico può imporre
a dei cittadini, degli elettori, dei simpatizzanti, dei futuri militanti, di seguire delle indicazioni di qualsiasi natura? La verità è che il Partito Democratico della provincia di Ragusa, in mano a certi personaggi,
di democratico ha ben poco: l’azione di una parte del Pd punta solo a sopire il dibattito, alla cura del proprio orticello, all’accanimento terapeutico di una classe dirigente ormai in fin di vita e che nulla produce.
Il comitato promotore del secondo circolo di Pozzallo, “Pozzallo Democratica”, attivo da anni nel territorio, con i suoi 74 tesserati, i suoi simpatizzanti e sostenitori, non intende lasciarsi intimidire e respinge con determinazione l'ennesima prevaricazione di una segreteria delegittimata e arrogante, nei confronti di chi si spende nell'esclusivo interesse del proprio territorio, lavorando per il rilancio del Partito Democratico.
Basta: lasciate che il Partito si rigeneri consentendo la nascita di nuovi circoli, l’attrazione di nuove energie e risorse!   Al segretario regionale Raciti va, dunque, la richiesta di ascoltare di più le molteplici voci che provengono dai territori e di rispondere alle innumerevoli richieste di chi vuole unire e non dividere, costruire e non distruggere, piuttosto che fare sponda a chi si è posto alla guida di un partito riformista e progressista
(DE-MO-CRA-TI-CO), gestendolo a proprio uso e consumo e potendo vantare solo sconfitte.  

Paoletta Susino
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