Giudiziaria Pozzallo 25/01/2014 15:56 Notizia letta: 3154 volte

Cartelloni pubblicitari a Pozzallo, due prosciolti

Gambuzza e Bottaro
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Pozzallo - Termina con un proscioglimento perché il fatto non sussiste la vicenda giudiziaria che ha interessato due funzionari comunali pozzallesi e quattro amministratori di imprese che si occupano di pubblicità a mezzo cartellonistica accusati di concorso in abuso d’ufficio. Lo ha deciso il Giudice delle udienze preliminari Reale del tribunale di Ragusa.

I due funzionari pozzallesi, Giovanni Gambuzza, dirigente comunale, e Luigi Bottaro, comandante dei vigili urbani, difesi dagli avvocati Enzo Galazzo e Luigi Piccione, secondo l’accusa per 6-7 anni avrebbero consentito l’affissione di cartelloni pubblicitari abusivi di formato 6x3 di pertinenza di alcune ditte, senza peraltro rilasciare la necessaria e prevista autorizzazione, procedendo, di contro, a far rimuovere altra pubblicità, sempre dello stesso formato, in quanto appartenente a ditte “sgradite”.

In pratica erano accusati di avere utilizzato due pesi e due misure, favorendo i 4 amministratori anch’essi accusati dello stesso reato, nella fattispecie un catanese e tre residenti in provincia di Ragusa, causando un danno erariale al Comune calcolato in almeno 300mila euro. L’ammontare dell’imposta di affissione per la pubblicità a metro quadro è, infatti, di 34 euro. Ogni cartellone, dunque, avrebbe permesso all’Ente di incassare 5mila euro l’anno.

Il Comune di Pozzallo si era costituito parte civile nel procedimento così come la ditta iblea di pubblicità che aveva presentato denuncia di presunta irregolarità del modus operandi dei due funzionari comunali pozzallesi.

Le indagini, coordinate dall’allora procuratore della Repubblica di Modica, Francesco Puleio, e condotte dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Pozzallo, partirono nel 2011 e si protrassero per circa un anno.

Secondo le risultanze, sarebbe sussistita una disparità di trattamento tra soggetti che potevano esporre la propria cartellonistica e altri che erano impossibilitati a farlo, a meno di non volerla vedere rimuovere in poco tempo, e ciò nonostante in ambo i casi si trattasse di pubblicità abusiva. Le società beneficiarie, oltre ad esporre i propri messaggi pubblicitari a costo zero, secondo gli esiti dell’inchiesta avrebbero ottenuto notevoli vantaggi economici, ponendo in essere una concorrenza sleale nei confronti degli altri operatori commerciali.

Come anzidetto, il giudice ha accolto pienamente la tesi del Collegio difensivo decidendo per il proscioglimento di tutti e 6 gli imputati. 

Valentina Raffa
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