Cultura Pozzallo 16/10/2012 12:22 Notizia letta: 7067 volte

Giuseppe Gerratana, l’uomo che inventava i ristoranti

In ricordo di un industriale
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Pozzallo - Preciso, esigente, severo nei rapporti di lavoro, a volte fiscale, inevitabilmente fiscale in ossequio alle regole del commercio, Giuseppe Gerratana era generoso e altruista. Appariscente quanto basta, consapevole del suo successo, mai esibizionista. Fu anche consigliere comunale per due legislature. Preso, come si suole dire, per il verso giusto, non riusciva a dire di no a chi gli chiedeva aiuto. Questo il giudizio unanime di quanti lo hanno conosciuto.
Da giovane ha tribolato, lavorato duro, vissuto tra non poche difficoltà, sacrifici e angustie. Come succede a chi si affaccia nel difficile mondo del commercio. Armato di buona volontà, ha affrontato l'insidioso percorso lavorativo con un modesto conto in banca. Lo conoscemmo negli anni '60. Viaggiava a bordo di una precaria 600 Multipla. Vendeva caffè. Rappresentante di una ditta modicana di attrezzature per bar e ristoranti, monomandatario di una casa di prodotti per l'igiene e la pulizia di pubblici locali, riuscì, pian piano ad affermarsi come agente di commercio. Poi, grazie al suo innato intuito, la scommessa in prima persona. Nel momento più propizio. E forse anche fortunato. Con la vendita diretta di attrezzature per bar, ristoranti, pizzerie e panifici. Il successo non arrivò dall'oggi al domani. Dovettero trascorrere almeno dieci anni prima di consolidare la presenza sul mercato. A quel punto si fece largo con la grinta ed il coraggio degli uomini forti e sicuri di sé. Superando di slancio trappole ed ostacoli disseminati lungo il cammino delle persone di successo dai soliti imbecilli, tanti purtroppo, che non riescono a capire che nella vita nessuno ti regala niente e che gli obiettivi si raggiungono se lavori sodo e duro, rischiando in prima persona.
Giuseppe Gerratana seppe costruire negli anni una grande impresa, affrontando il periglioso viaggio nella giungla della concorrenza con le armi dell'intelligenza, della capacità imprenditoriale, usando parimenti cortesia, grinta e determinazione, digrignando all'occorrenza i denti, difendendosi con coraggio e a viso aperto da attentati materiali e psicologici, maldicenze, denigrazioni e miserie umane. Per una certa malata categoria di persone, nessuno sarebbe capace di produrre onestamente ricchezza e benessere. Un assunto che fa più danno della criminalità organizzata. Da abbattere e correggere. Operazione comunque difficile. Soprattutto alla luce di quello che accade, ieri come oggi, nel Paese Italia. Ma occorre agire come sanno fare le persone che vogliono vivere di lavoro, dotate di talento e volontà, che, nonostante tutto, credono nei valori della vita. Gli errori vanno combattuti e corretti. Agnelli, Della Valle, Benetton, Barilla, Parmalat, Cirio, Pirelli, nessuno di questi colossi della imprenditoria può dire di non averne commessi. Un fatto fisiologico che riguarda imprenditori grandi, medi e piccoli.
Di sbagli nel corso della sua vita umana e professionale Giuseppe Gerratana ne avrà commessi. Certamente. Come tutti. Ma ha avuto il grande e inconfutabile merito di produrre posti di lavoro e ricchezza. Ha fondato e diretto per anni una tra le più importanti aziende specializzate nella progettazione di arredi e attrezzature per bar, ristoranti, alberghi, panifici, posti di ristoro, pub e negozi. Ha consegnato chiavi in mano centinaia di locali in tutte le province della Sicilia. Ha realizzato un grande stabilimento nella zona dell'agglomerato industriale Pozzallo-Modica. Ha allargato il suo giro di affari anche nell'isola di Malta.
Negli ultimi anni ha affidato la direzione dell'azienda alla figlia Rosalba. Laurea in Economia e Commercio, Rosalba ha preso in mano le redini della società. Da qualche anno a questa parte la Gerratana srl ha dovuto affrontare un momento congiunturale molto difficile. Come è successo a tutte le aziende d'Italia a causa della crisi economica. Ma la società è solida. E Rosalba saprà certamente guidarla verso una sicura ripresa. Con la collaborazione attiva del personale dipendente che, non a caso, sta dimostrando senso di responsabilità e di appartenenza.

La Sicilia

Michele Giardina
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